Teschi di CRISTALLO

Le informazioni cruciali per il destino dell’umanità sarebbero custodite nei 13 teschi di cristallo sparsi nel mondo; insieme all’enigma sulle tecniche usate per la loro creazione.
Il più famoso pezzo di cristallo inciso è indubbiamente il teschio di cristallo “Mitchell-Hedges”.
La storia narra che Anna Mitchell-Hedges aveva 17 anni quando trovò nella giungla del Belize questo unico e misterioso manufatto durante una spedizione col padre, il famoso esploratore F.A. Mitchell-Hedges. Dichiarò di averlo dissotterrato da sotto un altare in pietra, mentre frugava tra le rovine di un’antica città Maya.

Secondo una leggenda Maya esistono al mondo 13 teschi di cristallo dotati di strani poteri, che rappresentavano una misteriosa divinità. Qual è il loro vero significato?

Secondo una leggenda Maya esistono al mondo
13 teschi di cristallo dotati di strani poteri,
che rappresentavano una misteriosa divinità.
Qual è il loro vero significato?

La ragazza notò qualcosa che luccicava tra la polvere e quando lo tirò fuori rimase attonita per la scoperta di un teschio di cristallo perfettamente inciso e ancora intatto. La mandibola staccata fu ritrovata tre mesi dopo.
Le dimensioni del cranio corrispondono perfettamente a quelle di una testa umana femminile. È alto e largo 13 cm. per 18 di profondità e pesa cinque chilogrammi.
Nel 1970, Anna portò il teschio “Mitchell-Hedges” da Frank Dorland, un restauratore di opere d’arte che rimase sconcertato alla vita dell’oggetto. Non avendo mai visto nulla del genere, volle studiarlo e quindi il primo passo fu quello di farlo esaminare scientificamente.
Dorland lo spedì al laboratorio della Hewlett-Packard; il risultato, oltre a destare grande sorpresa, avrebbe portato ad un grande enigma…
I tecnici del laboratorio immersero il cranio in una soluzione di alcool benzilico, quindi lo fecero passare sotto la luce. Da questo test conclusero che il cranio e la mandibola facevano parte dello stesso blocco di quarzo. Ma ciò che li sorprese fu che cranio e mandibola erano stati incisi senza badare all’asse naturale del cristallo (questa strategia previene le fratture durante il processo di incisione). Conclusero pertanto che chiunque avesse fatto quel teschio di cristallo aveva dei metodi che aggiravano il problema.
La successiva informazione sbalorditiva che appresero dal teschio fu che il fabbricante non aveva usato utensili metallici per sagomarlo… Infatti, non riuscirono a trovare la benché minima traccia della tecnica usata, nemmeno sottoponendolo alle più sofisticate analisi microscopiche in grado di rilevare le più moderne tecnologie di lavorazione. Ovviamente, ciò fece emergere la questione di “come” il teschio fosse stato sagomato e lucidato con tale perfezione.
L’unica alternativa era che i suoi creatori avessero usato metodi oggi perduti.
Ma questo era solo l’inizio dei misteri legati al teschio…
Fu scoperto che le ossa arcuate che si estendono lungo i lati e la fronte del cranio erano accuratamente separate dal pezzo di cristallo, in modo da funzionare come tubicini… mediante dei princìpi simili a quelli dei moderni ottici. In definitiva, essi incanalano la luce dalla base del teschio fino alle cavità orbicolari, che sono lenti concave miniaturizzate in grado di trasferire dentro al cranio la luce, anche in caso questa provenisse da una sorgente sottostante.
All’interno del teschio è stato trovato un allineamento di prismi e dei minuscoli tunnel luminosi che esaltano e illuminano eventuali oggetti sottostanti.
Dorland condusse anche una serie di particolari esperimenti per vedere cosa succedeva quando un fascio di luce veniva fatto passare attraverso la parte inferiore del teschio. Riferì: “Si accende come se prendesse fuoco”.
Uno dei cristallografi della Hewlett-Packard sommò tutti i misteri del teschio di Mitchell-Hedges dicendo: “Quella dannata cosa non dovrebbe esistere”.
Altri teschi di cristallo si trovano in varie parti del mondo in mano a collezionisti privati, mentre alcuni sono stati acquistati dai più importanti musei del mondo.

Un'ipotetica disposizione dei 13 teschi del destino.Al centro il teschio in quarzo ialino trovato da Ann Mitchell-Hedges.Una volta posizionati correttamente sarebbero in gradodi sprigionare una potente Energia Oscura simile a quellada poco scoperta nell'Universo.La Cristalloterapia si basa sull'uso di minerali speciedella famiglia dei quarzi che sarebbero in grado diassorbire energia ed emettarla anche a scopo terapeutico.

Un’ipotetica disposizione dei 13 teschi del destino.
Al centro il teschio in quarzo ialino trovato da Ann Mitchell-Hedges.
Una volta posizionati correttamente sarebbero in grado
di sprigionare una potente Energia Oscura simile a quella
da poco scoperta nell’Universo.
La Cristalloterapia si basa sull’uso di minerali specie
della famiglia dei quarzi che sarebbero in grado di
assorbire energia ed emettarla anche a scopo terapeutico.

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