Medicina OLISTICA di Ildegarda

In un piccolo monastero benedettino posto sulle rive del Reno, in Germania, nel Medioevo visse una monaca, Ildegarda di Bingen di salute malferma che, coniugando fede e scienza, si dedicò allo studio dell’uomo e del cosmo.
Convinta che fra le parti del corpo umano e l’universo ci fosse uno stretto legame e come insegnava la sapienza medica dell’antichità l’uomo fosse un universo in miniatura. Immaginava l’universo simile ad un gigantesco uomo, di cui il sole, la luna e il firmamento ne costituissero la testa e gli occhi, la gabbia toracica il luogo d’origine dei venti, l’addome quello dei mari, la terra i piedi, elaborò così un sistema di cura basata sui principi essenziali della medicina del tempo, ma anticipatori dell’odierna medicina olistica, considerando la salute dell’essere umano nella sua globalità psico-fisica.

Il 7 ottobre 2012, Papa Benedetto XVI ha proclamato Santa Ildegarda di Bingen “dottore della Chiesa“

Il 7 ottobre 2012, Papa Benedetto XVI ha proclamato
Santa Ildegarda di Bingen “dottore della Chiesa“

L’Uomo, la Vita e il Cosmo
Secondo Ildegarda l’uomo ha in sé l’universo ed egli stesso è un universo in miniatura. Nel creato vi sono cinque elementi l’aria, l’etere, il fuoco, l’acqua e la terra che si trovano in tutto ciò che esiste.
Rifacendosi alla medicina del suo tempo, Ildegarda attribuisce agli elementi quattro qualità: il caldo, il freddo, il secco e l’umido che ne caratterizzano l’azione e l’effetto sugli esseri viventi. Ma al di sopra di tutto, il creato è permeato da ciò che la monaca chiama l’energia verdeggiante (in latino, viriditas), il soffio vitale che è presente in diversi gradi e intensità in tutto ciò che esiste. Ildegarda attribuisce all’energia verdeggiante un ruolo importante nel raggiungimento dell’equilibrio e del benessere psicofisico: quando la viriditas si esaurisce l’organismo si ammala e si dovrà recuperare questa energia assumendola, per esempio, con una pianta che ne sia particolarmente ricca.
Il concetto di salute e di malattia
L’uomo e l’universo sono così indissolubilmente legati che lo stato di benessere o di malessere dell’uno si ripercuotono sull’altro. Per questo, Ildegarda propone di attingere dal mondo che circonda l’uomo ciò che all’uomo serve per recuperare l’equilibrio, che si regge sul benessere non solo corporeo ma anche mentale.
Infatti, possono condurre alla malattia anche le preoccupazioni e i cattivi pensieri.
Ma proprio perché l’uomo è una parte del tutto, causa delle sue malattie può anche essere la perdita di connessione con l’ambiente che lo circonda.
La monaca benedettina esprime dunque un pensiero “ecologista” quando afferma che l’uomo, dopo essere stato cacciato dal paradiso terrestre, ha perso l’armonia con il mondo che lo ospitava. Se l’uomo riesce a recuperare la comunione con la natura e vi si adegua, può tornare all’armonia.
Ma se l’uomo, invece di comprendere le leggi che governano la natura e di riconnettersi con il Creatore, vi si ostina contro sarà destinato all’infelicità e finirà per causare la propria distruzione e quella dell’ambiente.
Il recupero dell’equilibrio e della salute per Ildegarda avviene anche attraverso uno stile di vita regolare, senza eccessi e, soprattutto, seguendo una dieta equilibrata. Per questo motivo la maggior parte delle preparazioni da lei suggerite vengono somministrate in minestre, vino, biscotti oppure polveri e pappine da spalmare sul pane.
La personalizzazione della cura
La monaca utilizza un metodo completamente innovativo per l’epoca: non descrive solo la forma delle piante e le caratteristiche del rimedio, come si usava nei trattati di erboristeria del Medioevo, ma illustra anche l’effetto che la sostanza produce quando entra in relazione con l’uomo. Ildegarda distingue l’efficacia di un rimedio in base a chi lo riceve; se è uomo o donna, per esempio, oppure se ha un solo disturbo o se, invece, è di salute cagionevole. Inoltre, ciascuna sostanza ha in sé alcune proprietà, può essere calda, fredda, secca o umida, che sono utili per bilanciare un eccesso o un deficit nella persona ammalata. Una pianta calda, per esempio, sarà utile contro il raffreddamento, una secca contro l’eccesso di umori che causa la nausea e così via. I rimedi devono essere accuratamente scelti in base a chi dovrà farne uso, si può dunque parlare di una cura fortemente personalizzata.
Il potere delle pietre
Nei suoi trattati di medicina Ildegarda attribuiva anche alle pietre un potere curativo, proprio perché anch’esse possiedono l’energia verdeggiante diffusa in tutto il creato. La monaca anticipa quella che oggi si chiama “cristalloterapia”.
In generale, Ildegarda suggeriva di usare i cristalli indossandoli oppure preparandoli in modi diversi a seconda dei casi.
Ecco alcuni esempi.
Ametista è utile per le macchie del viso. L’ametista può essere utilizzata in due modi o la si riscalda con il fiato e poi la si strofina sulle macchie del viso. Altrimenti si può riempire una pentola con dell’acqua, portarla a bollore e poi esporre la pietra al vapore. La condensa la bagnerà e le gocce ricadranno nella pentola sottostante. Dopo questo trattamento la pietra verrà immersa nell’acqua che, una volta raffreddata, potrà essere usata per lavarsi il viso.
Diaspro è un rimedio per il dolore al cuore e per i sogni turbati. Per il dolore al cuore si deve mettere la pietra fredda sul petto fino a quando il calore del corpo non l’abbia riscaldata. Poi la si toglierà e la si lascerà raffreddare ancora. La procedura va ripetuta sino a quando non si starà meglio. Per i sogni turbati, invece, bisogna tenere la pietra accanto a sé mentre si dorme, i suoi influssi donano serenità al sonno.
Topazio è un rimedio per gli occhi.
Mettere un topazio a bagno nel vino per tre giorni e tre notti. Prima di andare a dormire strofinare la pietra bagnata di vino sugli occhi, che si possono anche inumidire direttamente con il vino nel quale è rimasta a bagno il topazio.
Le Visioni e l’Olismo
Ildegarda divenne famosa nel Medioevo e viene ricordata ancor oggi per le visioni che le derivavano da Dio e che le indicavano come strutturare il suo sistema di cura. La medicina di Ildegarda, infatti, ha due anime: una scientifica come dimostra il fatto che alcune sue preparazioni sono ancora attuali e una mistica in quanto il suo sapere ha origine divina.
Le sue visioni, note già all’epoca, vennero raffigurate in miniature. Queste rappresentazioni erano molto diffuse nel Medioevo perché consentivano di spiegare concetti complessi in modo semplice. Era un sistema efficace ed era utilizzato soprattutto nelle chiese dove affreschi e vetrate servivano per raccontare le vite dei santi e per rappresentare i dogmi religiosi a persone che spesso non sapevano leggere e che, comunque, non avevano accesso ai testi sacri. Si può dire che proprio questa spiegazione per mezzo delle immagini utilizzata anche da Ildegarda, ha in sé il fondamento dell’olismo: prima si comprende il tutto e poi si osservano e si analizzano le singole parti.

*AV-ES

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