Meditazione – preliminari ed indicazioni

Quando è la mente a conoscere, lo chiamiamo sapere.

Quando è il cuore a conoscere, lo chiamiamo amore.

E quando è l’essere a conoscere, la chiamiamo meditazione.

(Osho)

meditazione cristallo-terapia

Preliminari e posizioni per la meditazione

Scegli un posto tranquillo all’aperto o in casa in una stanza dove sei certo non sarai disturbato.

Indossa abiti ampi, comodi e preferibilmente di colori chiari.

Siedi seguendo il buon senso, senza sforzarti in nulla, secondo principi anatomici corretti. Prova con uno sgabello o una sedia confortevole, senza incrociare le gambe. Cerca, comunque, di stare con la schiena ben dritta e senza appoggio.

Oppure siedi su un cuscino consistente, in alternativa un tappeto o una coperta ripiegati. Sarebbe preferibile una panchetta idonea. A stomaco vuoto. Le gambe incrociate, secondo la posizione classica del loto (Padmasana) o semplice (Sukhasana).

meditazione kundalini

meditazione kundalini

Per raggiungere la posizione corretta oscilla dolcemente a destra e a sinistra in avanti ed indietro fino a trovare la giusta perpendicolarità.

Mantieni in linea testa, collo e spina dorsale, come se un grande pallone gonfio d’elio fosse appeso sulla tua testa. Mantenere la testa eretta aiuterà la mente a stare più vigile e l’attenzione è essenziale nella meditazione. Non forzare nessuna posizione e mantieni le curve fisiologiche della schiena. Appoggia le mani sulle ginocchia.
Chiudi gli occhi e tenili chiusi fino a che la sessione non è conclusa.

La postura del corpo é importante. Il nostro corpo é percorso da una rete di canali sottili (nadi) in cui circolano i soffi sottili (prana). La produzione dei pensieri é legata alla circolazione di questi soffi. L’agitazione del corpo genera l’agitazione dei canali e dei soffi che, a loro volta, favoriscono le turbolenze mentali. Mantenere la calma della parola e del corpo predispone dunque alla calma interiore evitando il generarsi di un flusso di pensieri troppo abbondante. Mantenere il silenzio, favorisce la meditazione.

Rimani nella posizione adottata quanto è possibile. con lo stato d’animo aperto, umile e ricettivo di apertura alla vita e al respiro.

Il fulcro della meditazione è l’attenzione, quindi lascia momentaneamente tutte le tue incombenze, che riprenderai dopo.

Assumi la tua posizione. Rammenta che dev’essere stabile e confortevole per essere mantenuta a lungo.

È meglio sedere per almeno 15 minuti alla volta, preferibilmente di più 20 o 30 minuti, o anche un’ora se è possibile. Meglio decidere prima quanto tempo dedicare alla pratica per evitare di sospenderla anticipatamente per intraprendere le altre attività quotidiane.

Segui il naturale flusso del respiro attentamente e continuamente senza condizionarlo in modo alcuno prolungandolo via via che si perfeziona la pratica.

Nonostante le possibili fluttuazioni del ritmo respiratorio, l’attenzione non dovrà restare indietro, né anticipare l’evento. Vivendo pienamente il “Qui e ora”.

L’attenzione al respiro alimenta sia la concentrazione che la consapevolezza.

Porta la consapevolezza al respiro notando inalazione ed espirazione, sentendo le sensazioni alle narici sia notando come il ventre si alzi e si abbassi.

Non cercare di controllare il respiro ma osservalo solamente; in tutta la sua durata, l’intera inspirazione e l’intera espirazione.

Se il respiro diviene più leggero, lascialo essere leggero. Se diviene più veloce o più lento, assecondalo. Il respiro si regola da sé. Mentre mediti, il tuo lavoro è semplicemente di esserne conscio.
Ogni volta che la mente si distrae, riportala gentilmente sul respiro. Durante la meditazione ogni altra cosa al di là del respiro – pensieri, progetti, ricordi, suoni, sensazioni – è distrazione.

Se incontri problemi a trattenere la mente sul respiro, aiutati a mantenere la concentrazione ripetendo una parola a ogni inalazione ed esalazione. Se stai osservando il respiro a livello delle narici, pensa «dentro» con ogni inalazione, e «fuori» con ogni esalazione. Se stai osservando l’innalzarsi e l’abbassarsi del ventre, pensa «salire» con ogni inalazione, «scendere» con ogni esalazione.

OM - cristallo-terapia

Oppure

Scegli una semplice parola o suono che abbia un significato positivo per te.

Il primordiale So Ham, il nostro A-men fino a tutti i Bija mantra associati ai chakra:

Lam appartiene all’elemento terra, la sede di Muladhara Chakra;

Vam appartiene all’elemento acqua, Swadhisthana Chakra;

Ram appartiene all’elemento fuoco, Manipura Chakra;

Yam appartiene all’elemento aria Anahata Chakra;

Ham appartiene all’elemento etere, Vishuddhi Chakra;

Om appartiene alla mente, l’elemento più sottile.

La sede della mente è Ajna Chakra. Quindi Om è il Mantra di Ajna ed è considerato essere il padre, il più potente di tutti i Bija Mantra. O ancora i bellissimi: Om Mani Padme Um, Shanti Mantra, Maha Mantra, Moola Mantra, Gaté Gaté, ect.

Una volta deciso il mantra da usare, le indicazioni sono simili a quelle per la meditazione sul respiro. Siedi quietamente e ripeti mentalmente il mantra prima senza emettere alcun suono e successivamente verbalizzandolo. Ogni volta che la mente vaga, riportala sul mantra. Lascia andare tutti gli altri pensieri, lascia che il mantra riempia la coscienza. Assicurati di restare in contatto con l’esperienza reale della respirazione, non semplicemente con la ripetizione di parole.

Alla fine della pratica sciogli la posizione e cammina qualche minuto.

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