Albero della Vita

La natura ricca di esperienze di bellezza ma insieme anche di sofferenza è costellata di segni che fin dalla notte dei tempi sono stati utilizzati simbolicamente in molteplici modi.

Dall’albero deriva uno dei più importanti e ampi simbolismi.

Albero della Vita Klimt

Albero della Vita Klimt


Per gli uomini primitivi, l’albero è stato d’importanza fondamentale: segnalava la presenza dell’acqua, offriva ombra, forniva il legno che serviva per la costruzione di utensili e abitazioni e per accendere il fuoco, era fonte di nutrimento con i suoi frutti. L’uomo ha vissuto una tale simbiosi con l’albero che aveva l’impressione di ricevere l’esistenza stessa da esso. La maestosità di alcuni alberi, il fruscio delle foglie, il silenzio delle foreste suscitava negli uomini la sensazione di grandiosità e di mistero. Mai un albero fu adorato per se stesso, ma sempre per quel che rivelava.

L’albero in quanto simbolo di rigenerazione cresce, perde le foglie, le recupera, va incontro ad una morte apparente e quindi si rigenera (muore e risuscita) innumerevoli volte, ha la sua linfa, porta frutti. È simbolo del carattere ciclico dell’evoluzione cosmica. Mette in comunicazione i tre livelli del cosmo: l’inferno per le sue radici che penetrano nelle profondità, la terra per il suo tronco, le altezze per i suoi rami e la sua cima innalzati verso il cielo: diventa Albero cosmico, Axis mundi, che si erge al centro dell’Universo. Esso esprime la sacralità stessa del mondo; la sua fecondità e perennità è in relazione con le idee di creazione e fertilità, d’iniziazione e in ultima istanza con l’idea d’immortalità. Così l’Albero del Mondo diventa anche l’Albero della vita».

L’Albero della Vita viene usato in molte culture per rappresentare simbolicamente le leggi dell’Universo. Nell’esoterismo egizio il Sicomoro Sacro o il Djed giocavano un ruolo importante attraverso la dea Nut che dispensava cibo e bevande ai defunti. Nella civiltà mesopotamica l’albero Kiskanu presenta le caratteristiche dell’Albero Cosmico, nella tradizione iranica l’Albero della vita e della rigenerazione, l’haoma o Gaokerena, dà l’immortalità a chi si nutre di esso, caratteristica che ritroviamo pure negli scritti epici dei Sumeri. Per i greci e i romani l’albero era protetto dalla divinità o ne diventava la sua abitazione. Nella Bibbia vi sono parecchie analogie tra l’albero della vita nel paradiso terrestre e l’albero della vita mesopotamico. L’iconografia classica accosta spesso la realizzazione della Croce di Cristo con il legno dell’albero della Conoscenza del Bene e del Male e più spesso con quello dell’Albero della Vita.

L’Albero della Vita si chiama l’Aśvattha in India, l’Albero Bo o la ficus religiosa dei Buddhisti, il Frassino, Yggdrasil dei popoli nordici, l’Asherah originale degli Assiri, il Java-Aleim (Jahva Alhim declinato in ebraico nel seguito) rappresenta simbolicamente, nella Cabala, le leggi dell’universo. Nella Cabala, la sfera rappresenta la possibilità di legame tra due elementi.La Terra(mondo in basso dei mortali) è collegata a una sfera celeste attraverso un canale. Questo canale è il legame tra il mondo spirituale (fonte di ogni elemento) e il mondo materiale (manifestazione).

Attraverso questo canale, c’è un legame perpetuo.

Nella tradizione indiana [Katha-Upanisad (VI, l)] : “Questo albero Asvattha eterno, le cui radici vanno in alto e i rami in basso, è il puro, il Brahman, ciò che chiamano la non morte. Tutti i mondi riposano in lui!” L’albero dunque rappresentala Creazionecome movimento discendente e quindi tagliare l’albero alla radice significa togliere l’uomo dal Cosmo, isolarlo dagli oggetti dei sensi e dai frutti delle sue azioni. Lo stesso tema ricorre nella tradizione islamica dell’Albero della Felicità.

Il simbolismo dell’Albero Cosmico è uno dei più fecondi e universali conosciuto dall’umanità per spiegare la costituzione dell’Universo e il posto che l’uomo deve occuparvi.

Per questo l’Albero della Vita può essere visto come la rappresentazione del processo di creazione che mette all’opera, tanto nel Macrocosmo che è l’Universo che nel Microcosmo che è l’Essere Umano, energie o potenze creatrici che emanano dal Creatore.

I significati collegati all’albero possono essere così classificati:

1. complesso pietra-albero-altare, che fanno un microcosmo rituale negli strati più antichi della vita religiosa (Australia, Cina-Indocina, India, Fenicia-Egeo);

2. l’albero immagine del Cosmo (India; Mesopotamia; Scandinavia);

3. l’albero-teofania cosmica (Mesopotamia, India, Egeo);

4. l’albero simbolo della Vita, della fecondità inesauribile, della assoluta realtà (Cina-Indocina, India, Fenicia-Egeo, Mesopotamia);

5. l’albero come fonte di immortalità (Mesopotamia, Egitto, Fenicia-Egeo);

6. l’albero centro del mondo e sostegno dell’universo (Altaici e Scandinavi);

7. l’albero come centro di relazioni mistiche fra alberi e uomini presente in tutte le culture

8. l’albero simbolo della resurrezione della vegetazione e della rigenerazione dell’anno e del tempo anch’esso rintracciabile in quasi tutte le culture.

Riassumendo, l’albero è uno dei grandi simboli che accompagnano l’uomo è rappresentazione della vita in perpetua evoluzione; è simbolo dei tre livelli del cosmo: la ciclicità dell’evoluzione, la morte e la rigenerazione.

L’insieme di questi elementi manifesta la vera sacralità del cosmo e della vita in perpetua evoluzione, il senso della morte e della rigenerazione.

Piantato a fianco dei templi e dei santuari, l’albero conferisce loro un’identità religiosa che ne fa uno spazio d’incontro dell’uomo con il sacro.

L’albero viene visto come simbolo della vita, come asse del mondo, come antenato, come albero-mistico.

La sua contemplazione risveglia la coscienza dell’uomo e mostra la strada verso quelle immagini primordiali che sono scaturite dalla creazione universale.

Grazie al rapporto naturale con l’albero e alla sua simbologia si apre lo spirito ad una realtà diversa oltre alla dimensione spazio-temporale.

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