Famiglia del QUARZO

E’ il minerale più comune in natura, ma anche uno dei più belli e attraenti per le varietà di forme e colori. Costituito da silice pura (biossido di silicio), composto presente al 60% nella crosta terrestre, il quarzo si può suddividere in due categorie principali: quarzo cristallino, che si presenta in individui cristallizzati, di cui si segnalano le varietà cristallo di rocca o quarzo ialinoquarzo rosa, ametista, citrino, quarzo affumicato e quarzo criptocristallino, formato da granuli o fibre di quarzo troppo piccole per essere distinte individualmente che comprende le varietà calcedonio, agata, crisoprasio, corniola, diaspro, eliotropio, avventurina, occhio di gatto, occhio di tigre, occhio di falco, legno silicizzato, onice.

famiglia dei quarzi:

Il quarzo è il minerale più comune in natura, ma anche uno dei più belli e attraenti per le varietà di forme e colori. Costituito da silice pura (biossido di silicio), composto presente al 60% nella crosta terrestre.


Per l’elevata durezza, che si colloca al 7° grado della scala di Mohs, il quarzo viene da sempre utilizzato in gioielleria come materiale da ornamento per la casa e per la persona, anticamente però le diverse varietà venivano confuse, soprattutto per il colore, con gemme appartenenti ad altre famiglie di minerali. Noto in tutte le epoche era anche l’uso medico del quarzo. Il cristallo di rocca veniva impiegato dai romani per bruciare le piaghe, nel medioevo la sua polvere, mescolata al miele, costituiva uno stimolatore del latte per le nutrici, anche in Medio Oriente si riconosceva al cristallo di rocca la virtù di allungare la vita.
All’ametista, la varietà viola del quarzo, si attribuiva invece il potere di vincer l’ubriachezza, motivo per cui si intagliavano coppe di questo minerale su cui veniva incisa la testa di Bacco; tale credenza acquisto credito a tal punto che persino Aristotele sembra abbia affermato che un’ametista messa sull’ombelico di un uomo ubriaco abbia il potere di assorbire gli effetti nefasti dell’alcool; altra virtù riconosciuta dai nostri antenati alla bella gemma viola è quella di preservare i campi dalle tempeste e dalle cavallette.
Minori o quasi nulli riferimenti storici di trovano per il citrino, la varietà gialla del quarzo perché anticamente veniva ritenuta un topazio.
Viceversa le varietà occhio di gatto, occhio di tigre, occhio di falco, nonostante spesso venissero scambiate con il cimofane, appartenente alla famiglia del crisoberillo, erano universalmente considerate capaci di proteggere chi le indossava dalle disgrazie e dalle malattie.
Pure largamente riconosciuti nell’antichità furono i poteri del diaspro, tra i quali quello di preservare dalle emorragie sopravvisse fino al medioevo.
Celebri lavori d’intarsio e mosaici, vasi e coppe di diaspro e calcedonio vengono tuttora conservati nelle gallerie d’arte fiorentine, in particolare fra i calcedoni la corniola si ritrova spesso come ornamento per la persona perché le dame di alto rango usavano indossarla per preservarsi dalla malattie e come portafortuna.
L’eliotropio, citato da Plinio nelle sue memorie, è sempre stato considerato la gemma capace di distruggere qualsiasi veleno, mentre le agate presso i popoli mussulmani venivano polverizzate, mescolate al succo di mela e bevute come rimedio contro la pazzia.
*MGC

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