RUBINO – la pietra della forza e della passione

Proprietà terapeutiche
Per il suo sfavillante colore rosso il Rubino è sempre stata considerata la pietra della passione, del successo, del potere. In India la medicina ayurvedica indica il Rubino come pietra riscaldante e la paragona a un catalizzatore di energia capace di riattivare tutti gli organi del corpo e rallentare ogni emorragia nel corpo. In Cristalloterapia si usa per rafforzare il sangue, per rendere più efficienti e per eliminare qualsiasi impulso autodistruttivo, per aumentare le riserve energetiche nell’organismo.

Rubino. Ottimo per circolazione sanguigna e sistema immunitario. Favorisce la convalescenza e allevia i disturbi mestruali. Dona volontà e coraggio, fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, forza e tenacia.

Rubino. Ottimo per circolazione sanguigna e sistema immunitario. Favorisce la convalescenza e allevia i disturbi mestruali. Dona volontà e coraggio, fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, forza e tenacia.


Come si usa
Collocata sul primo chakra aumenta l’energia dell’intero organismo. Posizionata sul secondo chakra risveglia gli appetiti sessuali. Legata al terzo chakra fa tornare l’appetito, rende più decisi, rafforza la vista. Indossato come gioiello vince la timidezza, favorisce il successo, dona slancio e dinamismo. E’ bene non usare il rubino in caso di febbre perché tende ad aumentarla.
Posizione
chakra I, II e III
Descrizione
Il rubino è un ossido di alluminio, sistema con prismi esagonali/tabulari.
Il colore del Rubino varia da rosso sangue (provenienti da Birmania e Kashmir) a rosa viola (Sri Lanka e India) a rosso cupo (Thailandia).
Particolare e magnifica è la varietà Asteria che presenta sul fondo rosso una singolare stella a sei punte.
Colore e aspetto
Varia dal rosso vermiglio infuocato al rosso violaceo ma, sempre nella stessa pietra, possono essere presenti sfumature diverse come il rosso vivo fino al rosso mattone, piuttosto che il rosso carminio.
Energia
Le sue vibrazioni creano concordia e favoriscono l’armonia e l’unione tra l’amore fisico e l’armonia spirituale.
Storia
Il suo nome deriva dal latino “rubeus” o “ruber” che significa rosso. Gli antichi lo chiamavano “Carbonchio”, perché il suo colore è paragonabile a quello di un tizzone di carbone incandescente. Deve la sua tipica sfumatura rossa alla presenza di ossido di cromo. Nella tradizione magica indiana veniva considerato come la pietra che propiziava la benevolenza del Sole e il cui possesso permetteva di accumulare la ricchezza.
Rara e affascinante varietà di Corindone, il Rubino è sempre stato destino ai re e agli eroi che lo incastonavano in gioielli portatori di fortuna, successo, coraggio. Grandi estimatori dei rubini birmani furono i principi indiani che amavano incastonarli nelle loro armi.
Provenienza
Dalla regione di Mongok, in Birmania, provengono i rubini di colore più bello; è però la Thailandia che fornisce la maggior parte dei rubini, anche se on po’ più cupi e più sfumati al viola; India, Tanzania e Pakistan sono altre aree di ritrovamento anche se non in grandi quantità.

*AV-MGC

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