La realtà è un simbolo

La realtà è un simbolo

Tendenzialmente consideriamo reale ciò che può essere percepito dai nostri sensi. Eppure è evidente che i nostri sensi sono solo lo strumento di percezione, l’orecchio umano percepisce una gamma limitata di suoni contro mentre quello di alcuni animali ne percepisce una gamma superiore, attraverso l’utilizzo di altri strumenti come radio, antenne, parabole ampliamo la nostra percezione, senza peraltro averla esaurita del tutto; mentre al contrario per esempio la luce delle stelle che noi oggi percepiamo non esiste più e si è manifestata migliaia di anni fa.

Siamo portati a costruire la realtà sulla base della nostra percezione, tutto quello che percepiamo e poi filtrato dalla nostra mente che in definitiva produce e costruisce la realtà; basterebbe un cristallino allungato a trasformare una biglia in un uovo e subito la mente percepirebbe rotolare l’uovo in modo regolare anziché ondeggiante.
Convenzionalmente attribuiamo alla biglia una forma sferica, senza una mente umana che la percepisce essa avrebbe una forma e un’esistenza diversa.
La percezione è modellata dai sensi, interpretata dalla mente e dipende dalle esperienze immagazzinate. Vari esperimenti dimostrano come la limitazione della costruzione delle connessioni e dei recettori responsabili della percezione impedisce al sistema nervoso di immagazzinare capacità ed esperienze indispensabili alla costruzione della realtà; allo stesso modo dello sviluppo o remissione di certe aree del cervello: “Nuovi organi di percezione vengono in essere, prodotti dalle necessità”.
Si potrebbe affermare: “L’esperienza modella la realtà” ma anche “La percezione modella l’esperienza” in quanto sia la percezione sia l’esperienza sono create dalla mente.
L’occhio vede, l’orecchio ascolta, la lingua gusta, il naso odora, i nervi sentono ma senza la mente il mondo materiale non esiste!
La realtà è un’espressione simbolica manifesta di un’idea non manifesta.
Una volta accordati convenzionalmente di una certa realtà sarà lo stesso accordo a costruire quella realtà.
Alla base della costruzione della realtà c’è il riconoscimento di sé stessi prima individualmente e poi a livello collettivo creando così una coscienza collettiva comune a cui poi agganciare tutte le altre esperienze percettive.
Nel bene o nel male possiamo variare e influenzare la percezione della realtà.
In una visione evolutiva potremmo scegliere coraggio, speranza, amore, pace, salute e perché no immortalità contro paura, odio, avidità, invidia, guerra, malattia e morte.
Alla sorgente noi siamo pura coscienza e solo andando in profondità nella nostra fonte scopriremo i meccanismi della creazione e una volta trovati potremo scegliere la realtà sostituendola con quella di cui attualmente è pervasa la coscienza collettiva; dimostrando alle menti scettiche che si può fare veramente qualcosa, mettendo in campo quella forza che è l’intelligenza, capace di dare forma a tutto il Reale.

*DC-ES

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